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Successo per la cena di Anpas e Hurria a favore del Saharawi.

Successo per la cena di sabato alle Pubbliche Assistenze di Empoli promossa insieme all’associazione Hurria. All’iniziativa hanno partecipato decine di soci e sostenitori del popolo africano. Alla tavola delle Pubbliche Assistenze si sono uniti anche Arianna Poggi e Sandro Buggiani, assessori alle politiche sociali del Comune di Empoli e Fucecchio. Continua instancabile il sostegno delle Pubbliche Assistenze per il popolo Saharawi a fianco dell’associazione Hurria. Obiettivo: finanziare l’accoglienza estiva dei bambini del Saharawi che la prossima estate saranno in città, ospitati nella sede dell’associazione empolese e seguiti dai volontari Anpas. Ma non solo: Anpas e Hurria tornano a rivolgere un appello alla politica, per non lasciare solo il popolo africano. La cena è stata preceduta da un incontro sulla situazione attuale dei Saharawi. “L’indifferenza è l’ingiustizia peggiore per questo popolo – ha detto Nadia Conti, ex assessore di Campi Bisenzio da anni impegnata a sostenere la causa del popolo – Vogliamo portare ai bambini quel sorriso che manca nella loro terra”. Per contribuire a sostenere i costi è possibile donare il 5 per mille indicando nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale dell’associazione Hurria: 91006290505. I volontari Anpas e i membri di Hurria di ritorno dal Sahara occidentale hanno riferito la tensione e la preoccupazione che aleggia nel popolo Saharawi, dopo che Il Marocco ha espulso 80 operatori Minurso (la missione di pace della Nazioni Unite nel Sahara Occidentale). “Questo riporta indietro le trattative internazionali di 50 anni, spegne quel piccolo barlume di speranza per il referendum e fa perdere fiducia ai Saharawi nella cooperazione internazionale – ha spiegato Andrea Mezzetti -Serve una presa di posizione forte e che l’attenzione venga mantenuta alta a partire dalle amministrazioni locali e dal nostro Parlamento per far capire che l’Occidente non li sta lasciando soli. Il rischio di tornare alle armi è grande: ne hanno parlato davanti a noi in maniera accesa le autorità. Inoltre, c’è anche il pericolo che i più giovani che hanno vissuto sempre nei campi profughi cedano alle si”. E infine, Nadia Conti: “Il popolo Saharawi dice che finché non verrà attaccato, non muoverà una foglia. Ma qualora accada, i Saharawi saranno un popolo suicida”.

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