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Bambini Saharawi e dalla Bielorussia accolti in Comune

I piccoli ambasciatori di pace e speranza del Saharawi insieme ai bambini che arrivano dalla Bielorussia in visita in Municipio. Dall’Est e dal Sud si ritrovano a Empoli grazie alle Pubbliche Assistenze Riunite che li ospita portando avanti due progetti che ormai vanno avanti da anni e che hanno l’obiettivo di regalare a questi piccole donne e piccoli uomini qualche giorno di divertimento, svago, conoscenza e amicizia, lontano dai loro villaggi dove vivono situazioni non semplici. I bambini Saharawi perché sono costretti a vivere nei campi profughi al confine del Sahara Occidentale. La loro storia è nota: i bimbi sono figli di profughi che fanno parte della Repubblica Autonoma Saharawi Democratica, popolo apolide che vive in condizioni precarie e disagiate nei territori occupati dal Regno del Marocco e in campi profughi nel deserto algerino nei pressi di Tindouf. Nel 2015 hanno ricevuto dal sindaco di Empoli Brenda Barnini la cittadinanza onoraria. Anche stamani l’assessore Fabio Barsottini ha ribadito: «La vicinanza del Comune di Empoli al popolo Saharawi, con cui l’amministrazione intrattiene rapporti di amicizia e scambio culturale, sia attraverso la concessione di strutture per ospitare nel periodo estivo i ragazzini, sia con cerimonie pubbliche come questa, è un onore e un piacere poterla esprimere e rinnovare. A Empoli, da quando intercorre questo scambio grazie alle Pubbliche Assistenze, potete sentirvi a casa vostra. Per noi è un orgoglio, una grande soddisfazione incontrarvi, un arricchimento culturale per tutti. Ai bambini bielorussi, allo stesso modo, diciamo che la nostra città sarà sempre aperta per loro. Ringraziamo ancora le Pubbliche Assistenze perché grazie alle loro iniziative possiamo avere il privilegio di restare nei ricordi di questi bambini». Allo stesso tempo prosegue, grazie all’impegno della presidente delle Pubbliche Assistenze Eleonora Gallerini,  l’ospitalità dei bambini che arrivano da Gomel in Bielorussia, cittadini colpiti a fine anni 80’ dalle radiazioni nucleari dopo l’incidente alla centrale di Chernobyl. Alcuni bambini vivono per circa un mese alla scuola ‘Vanghetti’, con l’aiuto dei volontari Anpas. Un progetto che va avanti da oltre un decennio e che li aiuta anche a livello sanitario, allontanandosi per qualche settimana da luoghi purtroppo ancora contaminati. UN’ACCOGLIENZA LUNGA VENT’ANNI Alcuni di loro sono ospiti di famiglie empolesi. All’incontro, oltre a Francesca Bacchi, Francesco Bonistalli e Giulia Lepre, della Pubblica Assistenza, erano presenti anche Azzurra Morelli , con la figlia Irene, e Paola Chiti, mamme ‘affidatarie’ di due bambini bielorussi. I piccoli sono accompagnati dalla maestra Tatiana, per quanto riguarda quelli che arrivano dal villaggio di  Vrizcoie, e da Mahmoud, per i piccoli in arrivo dal Sahara occidentale.