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Intervista con Samuele Noviello, volontario nella protezione civile

Intervista con Samuele Noviello, volontario delle Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli, specializzato nel settore della Protezione Civile.

-Per quali motivi hai deciso di diventare volontario delle Pubbliche Assistenze Riunite?

La Protezione Civile è sempre stata una delle attività che più mi incuriosiva all’interno delle associazioni di volontariato. Inizialmente ho cominciato con servizi semplici. Poi mi sono avvicinato alle emergenze, finché quest’anno ho iniziato ad aiutare Marco Bacchi, responsabile della protezione civile dell’associazione, nell’organizzazione.

-Che cos’è la Protezione Civile?

È una mano collettiva che viene data in caso di bisogno. La Protezione Civile è sempre pronta ad intervenire con le colonne mobili di Anpas regionale per qualsiasi emergenza che si presenti sul territorio nazionale. Nella nostra zona in particolare lavoriamo a fianco della polizia idraulica regionale per il servizio piena. Quando vi sono importanti allerte meteo, aiutiamo nella vigilanza dei fiumi Arno, Elsa e Orme e affianchiamo gli ufficiali idraulici nella gestione delle cateratte. Le cateratte sono quei manufatti idraulici che in una situazione normale permettono a fossi e rii di scaricare in Arno o Elsa l’acqua. In una situazione di piena, le cateratte vanno chiuse per evitare che l’acqua dei fiumi invada paesi e campagne. La chiusura va fatta nei tempi giusti, né troppo presto per evitare che l’acqua dei rii allaghi i paesi né troppo tardi per evitare che l’acqua dei fiumi esca. La riapertura deve essere precisa nei tempi e veloce per permettere lo svuotamento delle campagne e delle fogne.

-Quanti volontari conta la protezione civile di Empoli?

Circa 25, ma siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari, perché effettivamente le forze in campo non sono mai abbastanza.

Per diventare volontari bisogna essere maggiorenni e iscriversi all’associazione. Poi bisogna partecipare alla formazione. Corsi di protezione civile Anpas vengono fatti anche a Empoli e dintorni e comunque è l’associazione che ti indirizza, una volta che sei diventato volontario.

-Per quale motivo consiglieresti ad un ragazzo come te di diventare volontario nella protezione civile?

Lo consiglio a chiunque abbia voglia di dare una mano. Spesso ci sono ragazzi e ragazze anche a seguito di eventi calamitosi che in modo del tutto arbitrario vanno come privati cittadini ad aiutare le persone che hanno subito danni. A tutte queste persone, ma più in generale a chiunque senta il bisogno di dare una mano e rendersi utile, io dico: venite in una associazione di volontariato. Potrete aiutare e sarete inseriti all’interno di un’organizzazione che vi tutela e vi forma. Inoltre, quando ci spostiamo con la colonna mobile, molto spesso si creano gruppi di amici, si crea fratellanza. Amici da tutta Italia, che poi rimangono anche dopo che l’emergenza è finita.