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Pubblicamente Insieme 2020: un bilancio

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“Una scommessa vinta con un occhio costantemente aperto sulla sicurezza legata alle normative anti-Covid”. Eleonora Gallerini è la presidentessa delle Pubbliche Assistenze Riunite, associazione impegnata no stop per gli altri, anche nelle settimane di vacanza per eccellenza. L’obiettivo è non soltanto prestare soccorso con squadre e mezzi laddove ce ne sia necessità ma anche prestare assistenza alle fasce più deboli. Vedi in tempi di emergenza sanitaria, famiglie alle prese con difficoltà economiche o anziani desiderosi di tornare a vivere fuori casa dopo l’isolamento. In questo contesto si è inserita la rassegna ‘Pubblica… mente insieme’, andata in scena al parco di Serravalle.

Questa edizione era una scommessa.

“Sì e possiamo dire di averla vinta, proponendo un progetto per molti aspetti differente rispetto a quello degli anni passati. Niente palco centrale, niente affollamento”.

Come è stata rivista la rassegna?

“Niente grandi concerti, sì a musica e spettacoli comunque, ma con il distanziamento sociale a dettare riorganizzazione degli spazi e fruizione dell’evento. Un esempio? Abbiamo comprato molti tavoli, abbiamo usato transenne per delimitare l’area occupata dalla festa. Uno spazio più ampio, che si è spinto fin dentro il boschetto”.

E la risposta della gente?

“E’ stata positiviva, i visitatori ci sono stati. Anche l’area ristorante è stata ridisegnata ad hoc, puntando su più tavoli a due e meno tavolate. E sono stati organizzati anche spazio cassa e pure il bar: si ordinava al banco ma si consumava altrove, su tavoli alti allestiti a dovere”.

Un’organizzazione impegnativa?

“Assolutamente. Questo ha fatto sì che ci fossero più volontari impegnati, proprio per monitorare il rispetto delle regole e anche per sanificare in continuazione tavoli, sedie e quant’altro. Abbiamo creato anche una sorta di anti-bagno dove lavarsi le mani fra sapone e gel. Il messaggio è stato uno e uno soltanto: divertiamoci ma in tranquillità”.

Il grazie va quindi anche ai volontari.

“Sicuramente. La nostra soddisfazione per la riuscita della rassegna estiva passa dalle loro competenze e dalla loro disponibilità. Si tratta soprattutto di giovani, la nostra forza. Sono per buona parte gli stessi ragazzi che, di solito, fanno servizio in ambulanza, quindi preparati: hanno messo in atto l’esperienza acquisita durante il Covid”.

Esperienza a servizio di tutti gli ospiti…

“Adulti, tanti, come le famiglie, ma anche giovani: c’era una sorta di ‘cambio della guardia’, con i più anziani alle 23 pronti ad andare a letto e i più giovani ad arrivare”.

Tutti muniti di mascherina?

“In linea di massima c’è rispetto di questo strumento, anche se alcuni non la indossano costantemente e, quando c’è il distanziamento, è un’opzione possibile. Di certo, non è ancora il momento di abbassare la guardia: a volte gli accorgimenti possono sembrare superflui, ma non lo sono. Stiamo attenti, non è finita”.

 

Intervista a cura di Samanta Panelli-La Nazione