SAHARAWI

LA STORIA DEL POPOLO SAHARAWI, TRA IDENTITA’ E LIBERTA’

Il popolo Saharawi è costituito da gruppi arabo.berberi tradizionalmente residenti nelle zone del Sahara Occidentale, terra lasciata quarant’anni fa dopo l’occupazione del Marocco. Il Sahara Occidentale è un territorio di circa 266 mila chilometri quadrati che si affaccia sull’Atlantico per un migliaio di chilometri e confina con il Marocco, l’Algeria e la Mauritania. E’ in gran parte desertico, ma ricchissimo di risorse minerarie, soprattutto fosfati. Le coste sono pescosissime. Questa risorse hanno reso il Sahara Occidentale preda delle mire coloniali di altri paesi, a più riprese nel corso della storia. La colonizzazione spagnola iniziò nel XV secolo, ma fu solo dal XIX secolo in avanti, che lo sfruttamento del territorio divenne più intenso. Nonostante parecchie difficoltà, la Spagna riuscì ad avere un controllo completo sulla popolazione nomade dei Saharawi solo a partire dal 1934. Il 1934 è una data chiave nella storia del Sahara Occidentale, quando l’amministrazione spagnola attribuì lo stato civile alla popolazione, dando inizio a un vero e proprio processo di autoidentificazione dei Saharawi. Ma fu solo dopo la seconda guerra mondiale che la resistenza alla colonizzazione si fece più consistente. I Saharawi speravano di poter far leva sulla resistenza marocchina, come possibile testa di ponte per poter raggiungere l’indipendenza dal regime spagnolo. Fu per questa ragione che la popolazione del Sahara Occidentale partecipò attivamente alle battaglie per l’indipendenza del Marocco, indipendenza che arrivò nel 1956. Negli anni successivi al 1956 si assistette a un doppio processo, da una parte alla scoperta delle miniere di fosfati con un conseguente interesse crescente della Spagna per il territorio, dall’altra alla creazione di una coscienza nazionale tra i Saharawi, che grazie all’urbanizzazione del loro territorio, poterono confrontarsi con gli altri movimenti di liberazione africani. Il 16 dicembre 1965 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la prima risoluzione sul Sahara Occidentale, chiedendone l’indipendenza alla Spagna.  Le risoluzioni dell’ONU, nel periodo successivo si moltiplicarono, aumentando notevolmente le pressioni sul regime franchista. I moti indipendentisti del popolo Saharawi portano nel 1973 alla nascita del Fronte Polisario e all’inizio della lotta armata. Gran parte dei Saharawi si rifugiano nel deserto algerino dove proclamano la Repubblica Araba Saharawi Democratica. Dopo anni di scontri, nel 1990, con la mediazione delle Nazioni Unite, si arriva ad un cessate il fuoco ma ad oggi l’intesa non è ancora stata raggiunta. Il nodo rimane il referendum di autodeterminazione (indipendenza o integrazione) previsto dagli accordi di pace su cui ancora però non esiste un punto di incontro tra Marocco e Fronte Polisario.

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I BAMBINI DEL POPOLO SAHARAWI ACCOLTI DALLE PUBBLICHE ASSISTENZE A EMPOLI

Da oltre 15 anni le Pubbliche Assistenze accolgono i bambini del popolo Saharawi durante i mesi estivi. Un impegno che si rinnova di anno in anno, ospitando i bambini nella scuola media “Vanghetti” di Empoli. Il popolo Saharawi è un popolo profugo ddddda oltre 40 anni, 40 anni di sopravvivenza, lottando attraverso una politica di pace per i propri diritti, in attesa che il mondo si accorga di loro e appoggi la loro causa. Rivendicando la propria terra sottratta ingiustamente dal Marocco attraverso un’invasione violenta con molti morti. Su un confine di circa 2700 km, è stato posto un muro di filo spinato e mine antiuomo. Una bandiera che li divide anche dai loro cari rimasti nelle terre occupate del Sahara occidentale: in tutto circa 400 mila persone, che vivono ghettizzati e privati di libertà. Regalare serenità e spensieratezza ai bambini africani è stato e sarà per i volontari di Anpas un obbligo morale. In molti si sono improvvisati guide turistiche della città, diventando compagni di viaggio e di gioco. E’ stata un’esperienza impegnativa, ma senza ombra di dubbio appagante e preziosa, che ognuno conserva tra i ricordi più belli dell’estate 2015, insieme alle tante foto scattate insieme. In fondo, cosa c’è di più dolce e gratificante di donare sorrisi?

PICCOLI AMBASCIATORI DI PACE… E CITTADINI ONORARI DI EMPOLI

Anche il Comune di Empoli ha concretizzato il suo sostegno ai piccoli ambasciatori di pace, dando loro la cittadinanza onoraria. “La cittadinanza onoraria è un modo per dirvi che potete sentirvi a casa vostra, a Empoli- ha detto il sindaco Brenda Barnini durante la cerimonia dello scorso 10 agosto – E’ un orgoglio, una grande soddisfazione incontrarvi, un arricchimento culturale reale per tutti noi. Metteremo il nostro impegno affinché proseguano in futuro questi incontri e questa vicinanza con voi. Ringrazio anche le associazioni di Empoli che si dedicano a questo impegno e ringrazio anche Francesco Bacchi per la sua mozione”. La cerimonia si è svolta nella sala consiliare del Comune di Empoli, alla presenza del sindaco Barnini e del presidente del Consiglio Comunale Roberto Bagnoli. Proprio Bagnoli ha sottolineato ” l’importanza, con questo gesto, di far sentire la vicinanza della comunità politica al popolo Saharawi. Possiamo dire che sono i bambini oggi presenti qui ad accogliere noi. Sono loro dei piccoli ambasciatori di pace”.

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