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LA STORIA

LA MACCHINA DEL TEMPO DI ANPAS

Iniziamo un viaggio nella storia delle Pubbliche Assistenze di Empoli, tra tradizione, valori e curiosità

Pronti, attenti, via.

La macchina del tempo ci porta indietro nel tempo, attraversando decenni di storia, fino al 1883. In questo anno si costituì una società di Pubblica Assistenza ad opera di “quattro bravi empolesi”, come scrisse Vincenzo Chianini nel 1903, in occasione del ventennale della fondazione. I “quattro bravi empolesi” erano Ettore Bertelli, Alfredo Capecchiani, Francesco Fabiani e Pietro Nenci.

Tra i compiti che l’associazione si era data, c’era quello di prestare assistenza ai malati, formando un’apposita squadra di infermieri e garantendo il trasporto in ospedale. Un servizio di particolare utilità anche per i Comuni limitrofi. La fondazione fu tuttavia accompagnata da sospetti e calunnie. A tal proposito, Chianini ricorda: ” Si cominciò a vociferare di scopi reconditi, sovvertitori di ogni ordine politico, morale e religioso”. Eppure, L’associazione cresce e attira nuovi “militi”, come erano chiamati i volontari del soccorso quotidiano.

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Stendardo della Società Operaria di Empoli istituita nell’anno 1861

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Dopo la costituzione di una squadra di pompieri nel 1891, l’anno successivo la Pubblica Assistenza organizza le Cucine economiche: l’inverno fu particolarmente rigido ad Empoli e aggravò le condizioni dei più poveri. L’associazione offriva pasti caldi, accompagnando tali iniziative con una politica attiva di sostegno al capitale delle famiglie più bisognose, riscattando polizze del Monte Pio e pagando affitti scaduti per evitare che gli insolventi finissero sulla strada. Inoltre, grazie alla generosità di molti cittadini – tra cui la contessa Maria Alessandri – il consiglio della Pubblica Assistenza riuscì a creare un asilo notturno per dare ospitalità ad “accattoni e vagabondi”.

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